Il Campo di Concentramento di Visco rappresenta una storia dimenticata che merita di essere ricordata e valorizzata. Situato a Visco, in provincia di Udine, il campo, attivo dal febbraio al settembre del 1943, fu allestito dal regime fascista per detenere persone di origini jugoslave e di altre nazionalità. Questo spazio di 120.000 metri quadri è non solo un luogo fisico ma un simbolo di un passato complesso e problematico che narra di sofferenza, ingiustizie e destini umani drammatici.
La necessità di preservare e discutere la memoria di questo campo diventa un imperativo morale. Ancora oggi, l'importanza di tali luoghi non è solo storica ma rappresenta un’opportunità culturale per affrontare il passato con serietà e responsabilità. È fondamentale che il dialogo sulla storia venga portato avanti, affinché queste esperienze non vengano sepolte sotto il "tappeto del tempo".
Negli ultimi anni, è emersa la proposta di creare un "Museo del Confine" nell'ex dogana austriaca, un progetto condiviso da intellettuali e cittadini, con l'obiettivo di trasformare il campo in un luogo di studio, ricerca e confronto. Questo museo dovrebbe far luce anche su come i confini siano stati spazi di scambi culturali, economici e politici, coinvolgendo varie realtà storiche e sociali.
Il campo di Visco non rappresenta solo l'era fascista, ma una storia di sei secoli di confini mobili e relazioni. Attraverso il tempo, la regione ha vissuto numerosi cambiamenti politici e sociali, da quelli legati all'Impero Austriaco fino alla Seconda Guerra Mondiale. La presenza di questo campo ci invita a riflettere su come i conflitti e le guerre abbiano segnato i luoghi e le loro genti.
La ricchezza storica della zona, che ha visto confluenze culturali diverse, offre l'opportunità di reimmaginare non solo la storia, ma anche le relazioni che intercorrono tra i popoli. Chi visita questo campo deve essere aperto all’incontro con la memoria e alla comprensione delle esperienze altrui, sviluppando un dialogo interculturale che possa abbracciare la complessità del passato.