Paolo P. �. G.
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5 stelle per l'orrore
0 stelle per l'incuria e la censura. Fa troppo comodo dimenticare la Storia quando non si adegua al pensierounico
Cogito C. E. S.
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Questo luogo rappresenta un imprescindibile patrimonio della memoria collettiva, oltre che una risorsa importante per la piccola comunità friulana di Gonars. Si tratta, più nello specifico, di un campo di concentramento fascista utilizzato per internare i civili rastrellati nei territori occupati dall'esercito italiano nell'allora Jugoslavia. Il sito, realizzato dal regime nel 1941, rimase attivo dalla primavera del 1942 all'8 settembre dell'anno successivo. Lo stesso era costituito nel suo complesso da due recinti separati, denominati rispettivamente Campo A e Campo B (quest'ultimo a propria volta diviso nei settori alfa, beta e gamma). Al termine del conflitto, la gente del posto smantellò le strutture utilizzandone i materiali 🪨 per costruire vari edifici 🏫. Proprio per tale ragione, oggigiorno tutto ciò che ne resta sono le fondamenta (vedasi foto 📸 allegate 📎), peraltro semicoperte dalla vegetazione 🌱. In effetti giungendo sul posto si ha, per lo meno di primo impatto, l'impressione di trovarsi di fronte ad un sito archeologico; poco più in là, un gruppo di pannelli decorativi e, soprattutto quello didascalico, rimandano però ovviamente alla natura del luogo. L'area è ben visibile dalla strada regionale 252 di Palmanova, detta "Napoleonica", 🛣 che si sviluppa proprio accanto; lungo la stessa è presente una piazzola di sosta utile per lasciare l'auto 🚘, anche perché manca un'area parcheggio 🅿️ dedicata ai visitatori. Poco distante, presso il cimitero 🪦 di Gonars, si può visitare pure il Sacrario Memoriale dedicato alle vittime.
P.S.❗️❗️❗️GOOGLE CENSURA❗️❗️❗️
RECENSIONE RIPUBBLICATA CON QUESTO NUOVO PROFILO CREATO A SEGUITO DEL VERGOGNOSO E INGIUSTIFICATO OSCURAMENTO DEL PRECEDENTE DA PARTE DEGLI AMMINISTRATORI DI GOOGLE
❗️❗️❗️STOP CENSURA❗️❗️❗️